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sabato, 16 settembre 2006

L’Orfano – ATTO  5  - I Purificatori della Fede

La nebbia aveva appena iniziato a diradarsi quando avevano avvistato il fumo alzarsi dall’accampamento di fronte a loro. Le bestie erano passate di li e avevano lasciato il segno.

Il villaggio di Milhazki era stato attaccato qualche giorno prima e il suo reparto si era messo sulle tracce delle bestie per sterminarle. All’inizio sembrava un lavoro facile, ma ogni volta che pensavano di averle messe in trappola erano riuscite a sfuggire in qualche modo. Yermenenko aveva richiesto rinforzi e così era arrivato lui a prendere il comando delle operazioni.

Ma troppo tardi per evitare quel massacro.

 

Tutti gli ufficiali di quel reparto di purificatori della fede erano caduti nell’imboscata delle bestie e ora il grado più alto rimasto era un caporale. Irina Petrensko aveva più o meno la sua età, ma nei suoi occhi si leggeva già tutta la tristezza di chi dalla vita era già stata presa a calci più di una volta. Nelle prime luci dell’alba, la sua sagoma illuminata dalle fiamme della pira funeraria gli ricordava una Valkiria desiderosa di vendetta. Stettero per un po’ li ad osservare la pira… chissà quanti amici aveva perso quella notte.

 

-         Da tempo sapevamo che queste creature stanno diventando sempre più “intelligenti”, ma che ora tendano addirittura agguati..., dargli la caccia si fa sempre più difficile e pericoloso, ci sono sfuggite per quasi una settimana e di certo non le avremmo incalzate se avessimo saputo che voi eravate qua.

-         Di certo non le avremmo bruciate e ci saremmo lasciati ammazzare se avessimo saputo che erano preda vostra

-         Cosa contate di fare adesso -  disse Yuri abbozzando un sorriso, senza distogliere lo sguardo dalla pira.

-         Adesso andiamo ad eliminare quelle che sono fuggite.

 

Yuri si voltò verso Irina e vide che lo stava fissando. Lesse l’odio sul suo volto, l’odio verso quelle creature, l’odio che gli fece capire che cercare di convincerla a lasciare quel lavoro alle sue truppe sarebbe stato solo tempo sprecato, ma non sarebbe stato in pace con se stesso se non ci avesse almeno provato.

 

-         Ce ne occuperemo noi, voi restate qui a prendervi cura dei vostri feriti

-         Voi potrete prendervi cura dei nostri feriti molto meglio di quanto potremmo fare noi. Lasci che siamo noi a prenderci cura delle anime dei nostri morti vendicandoli.

-         Lasci almeno che vi presti un paio di blindati.

-         Non sapremmo cosa farcene… delle razioni per un paio di giorni ci basteranno.

 

La determinazione che vide nei suoi occhi non lasciava spazio a nessuna replica. Ricordava di aver visto una simile determinazione solo un’altra volta nella vita, quando suo padre era partito dicendogli che gli voleva bene… non ricordava molto di quel giorno, solo che era stata l’ultima volta che lo aveva visto.

Per un attimo Yuri, assorto nei suoi pensieri, fu sul punto di aprire subito la lettera che teneva in tasca. Ma complice un destino beffardo, quel attimo passò.

posted by: ilcorsaro at 10:25 | link | commenti
categories: racconti, orfano
martedì, 12 settembre 2006

L’Orfano – Atto 4 – Greta Garbo

Un nuovo capitolo dell'Orfano, questa volta scritto a quattro mani con il mio amico Marco.

Alcune cose potrebbero sfuggire, se volete saperne di più c'è il wiki bel meraviglioso mondo BOB http://meravigliosomondodibob.pbwiki.com/

 

Quando riprese i sensi Yuri Grigorich capì immediatamente di trovarsi a bordo della Greta Garbo dalla vibrazione caratteristica che sentiva pervadergli tutto il corpo.

Ansioso di sapere cosa fosse successo fece per alzarsi di scatto, ma il dolore lancinante alla testa gli suggerì di lasciarsi ricadere rapidamente sul letto. A quanto pare la fasciatura che aveva sulla fronte era necessaria anche se non serviva a tenere insieme la testa che si sentiva spaccare.

L’ingessatura improvvisata alla gamba suggeriva che la flebo che aveva infilata nel braccio non servisse solo per la grande quantità di sangue che evidentemente aveva perso, ma anche per somministrargli della mildorfina… il dolore che cominciava a sentire suggeriva che la droga stava perdendo il suo effetto.

I sensi uno dopo l’altro cominciarono a riattivarsi. L’udito gli suggerì che Zhukov stava parlando con qualcuno sulla sua destra. Con un certo sforzo girò la testa in quella direzione. Appena la vista gli si schiarì non fu sorpreso di vedere che l’interlocutore vestiva un’uniforme del Gotterdammerung. La sorpresa fu che la mostrina del grado non era quella di Tenente, bensì quella di Capitano. E che Capitano… Raccogliendo le forze Yuri si impose di parlare

 

-         Chi è lei?

-         Ah, si è ripreso! Sono il Capitano Brunhilde Von Saltza. Il Tenente Jurkat mi ha riferito della ricomparsa del diario di Viktor Von Vempt e così ho deciso di raggiungervi il prima possibile.

-         Il diario?

-         Stia tranquillo, è intatto. I nostri soldati si farebbero massacrare piuttosto che far accadere qualcosa ad una reliquia di quel valore. Inutile dire che avrete la nostra gratitudine per un dono simile. L’autenticità è già stata confermata. Gli Aruspici avevano predetto la comparsa  di un reperto classe B, pensavamo fosse ciò che trasportava la colonna del Tenente Jurkat , non potevamo immaginare una reliquia del genere. Vorrei che il Colonnello Ferdinand fosse ancora vivo per vedere questo fausto giorno.

 

Il capitano si adombrò visibilmente perdendosi per un attimo tra i suoi pensieri, Yuri decise che era il caso di dirottare rapidamente il discorso per evitare alla donna quelle spiacevoli considerazioni.

 

-         Dove siamo?

-         Stiamo raggiungendo la Baronia Centrale -  intervenne Zhukov – come avevi detto stiamo dando un passaggio ai nostri nuovi amici.

-         E la battaglia?

-         Quando il vostro Mech è stato colpito e voi siete stato ferito i vostri uomini si sono battuti come leoni per tirarvi fuori dagli impicci. E quando questa… aeronave… ha aperto il fuoco il nemico si è ritirato quasi subito tanta era la potenza di fuoco.

 

L’ufficiale del Gotterdammerung ora aveva ritrovato il suo solito cipiglio e il suo tono di voce fermo e squillante, poi posando una mano su una paratia, quasi a voler accarezzare la dropship, continuò.

 

-         E’ un mezzo veramente eccezionale. Ne avevo sentito parlare, ma vederlo dal vivo è tutt’altro. Una capacità di trasporto incredibile, una potenza di fuoco invidiabile e una solidità stupefacente. Adesso capisco perché in così tanti hanno richiesto i vostri servigi e la vostra protezione. Mi chiedo solo quale genio possa essere stato in grado di progettare un’arma del genere…

 

Il silenzio che seguì suggerì a Von Saltza che nessuno aveva la minima volontà di fornire la risposta a quella domanda, ma non aveva voglia di demordere.

 

-         Quante ne avete di queste aeronavi?

-         La Greta Garbo è un esemplare unico.

-         Almeno l’unico in grado di volare… ora.

 

La pausa che segui alla frase di Von Saltza, faceva intendere che sapeva molto di più sulla storia delle Dropship di quanto non ci si potesse aspettare da qualcuno che ne vedeva una per la prima volta, intervenne Zhukov

 

-         Immagino che il Gotterdammerung abbia condotto una certa serie di studi sulle tecnologie del passato

-         Si, ma per quanto sapessimo per certo che mezzi come questi erano assai diffusi un tempo, mai ci era capitato di avere una simile prova che certe illazioni fossero vere. E ora che so che lo sono tremo al pensiero delle conseguenze. Mi dica Signor Grigorich, o preferisce “L’Orfano”, Baikonur ha in serbo altre sorprese come questa?

-         Solo uno sciocco crederebbe a una risposta negativa… e lei non mi sembra una sciocca, capitano. Chiaramente Baikonur custodisce nelle sue profondità molte altre sorprese. Ma sinceramente non so dirle se siano tutte come la Greta Garbo. Alcune di queste sorprese rimangono un mistero anche per noi, e sinceramente credo che per il momento sia bene che rimangano tali anche per il resto del mondo.

-         Lasci che le faccia un’altra domanda Signor Grigorich e mi perdoni la franchezza; sappiamo che il compianto Colonnello Von Vempt considerava Gustav Grigorich sensibile alla nostra causa e un potenziale alleato se lo scacchiere politico lo avesse permesso, la sua dipartita ha frustrato questa possibilità. La nostra “guerra”, è solo nostra, è il nostro dovere. Ma non possiamo essere ovunque e su Bob esiste una rete di personaggi e “associazioni” che sono solidali e appoggiano la nostra causa. Oggi lei ci ha fatto una gran cortesia restituendoci qualcosa che per noi ha un valore inestimabile. Mi dica come possiamo considerare la sua di posizione? 

 

Mentre parla gli occhi del capitano sono due fessure indagatrici che studiano attentamente le reazioni di Grigorich. Questi sa che dalla sua risposta cambieranno molte cose, Von Saltza non ha certo usato mezzi termini.

 

-         Come ha detto mio padre era sensibile alla vostra causa, e così lo sono anche io. Ma questo non vuol dire che i nostri obiettivi siano i medesimi. Certo, anche noi quando possiamo diamo la caccia alle bestie, esse sono uno dei mali di questo mondo. Ma esse non sono e non saranno mai la nostra prima preoccupazione. Ben altra è la nostra priorità. Come le ho detto Baikonur custodisce molti segreti e misteri. Segreti e misteri che non ci possono lasciare indifferenti, soprattutto pensando che un giorno qualcuno potrebbe venire a reclamarli… insieme a tutto questo mondo. Se… no… Quando questo succederà, noi saremo pronti. Se per allora questo mondo lo sarà, tanto di guadagnato… in caso contrario ci batteremo insieme a tutti gli amici che ci saremo fatti… con ogni mezzo possibile.

-         La sua risposta è più soddisfacente di quanto crede, come le ho detto questa è la Nostra guerra, ma non ci offendiamo se qualcuno da la caccia alle entità xenogenetiche nel tempo libero. Ma soprattutto il Gotterdammerung desidera che i segreti di Baikonur restino tali, BOB non è maturo per tornare in possesso di certe tecnologie. Quindi, facciamo affidamento su di lei, Sig. Grigorich, perché ciò non accada… se dovessero cadere in mani sbagliate si prenderà le sue responsabilità e si farà carico delle conseguenze. Se… invece verranno reclamate, chicchessia dovrà inoltrare la richiesta anche presso di noi…

Lo sguardo e il sorrisetto di Von Saltza faceva accapponare la pelle mentre pronunciava queste parole e a parere di Zhukov l’atmosfera si era fatta un po pesante quindi cambiò nuovamente discorso.

 

-         Capitano, avete idea di chi vi stesse inseguendo e perchè?

 

Von Saltza spostò lo sguardo sul secondo di Yuri e si prese un minuto buono per decidere se rispondere a quella domanda, infine rilassando le spalle cominciò a parlare;

 

-         Truppe di Gneis Marvas e forse qualche elemento del Clan ICS ingaggiato per l’occasione. Gente che non ha nessuna bandiera da ostentare, predoni uno e mercenari l’altro. Marvas ci ha pedinato via mare da Agrats fino in Frostia dove siamo sbarcati e poi via terra potendo disporre di mezzi anfibi. Lungo il tragitto si sono aggiunte agli inseguitori altre forze; come dicevo supponiamo i mercenari ICS. Il perché è semplice. Ad Agrats abbiamo affondato una loro nave merci e sottratto segretamente parte del carico di provenienza Oceanica. Lei sa che riteniamo la loro tecnologia e cultura blasfema, quindi dobbiamo studiarla per fronteggiarla. Abbiamo creato una Baronia su Grande Mare per vigilare. Oggi Grande Mare per noi è pericoloso come lo era Cepinsky 26 anni fa e il Colonnello Ferdinand ne ha già fatto le spese…

 

Il silenzio dei due e gli occhi un po’sgranati denotava che no, non sapevano che gli Oceanici erano blasfemi e no, non immaginavano quanto potesse essere pericoloso l’Oceano.

Quando un’ora più tardi le truppe del Gotterdammerung stavano sbarcando dalla Greta Garbo, Von Saltza salutò i suoi ospiti

 

-         Vi prego di rimanere nostri ospiti fintanto che lei Sig. Grigorich non si sia ripreso del tutto. La vostra aeronave e i mech possono fare rifornimento di carburante o armamenti e usufruire dei tecnici per eventuali riparazioni; è il minimo che possiamo fare per il vostro aiuto. Grigorich, Zhuckov, è stato un piacere.

 

Facendo scattare i tacchi il Capitano si allontanò rapidamente prima che i due potessero salutare a loro volta o rispondere. Yuri decise che poteva finalmente lasciarsi andare sul letto.

Dieci minuti più tardi, Von Saltza, avrebbe fatto un lungo rapporto al comitato interno, di cui era membro, che reggeva il Capitolo in assenza del Colonnello non ancora eletto.


posted by: ilcorsaro at 19:01 | link | commenti
categories: racconti, orfano
lunedì, 11 settembre 2006

L’Orfano – Atto 3 – Il Gotterdammerung

Il sole aveva appena fatto capolino da dietro la montagna quando la Jeep era arrivata in vista delle avanguardie del Gotterdammerung.

Yuri Grigoric potè notare uno dei soldati sul blindato indicare la montagna alle sue spalle, evidentemente aveva notato il Raptor… e, dannazione, i due Cyclop.

Ormai era troppo tardi per pensare di cambiare qualcosa nel piano e dopo pochi istanti dal blindato in avanguardia gli intimavano di fermarsi; non avesse avuto la bandiera bianca ben in vista probabilmente avrebbero prima sparato e poi chiesto spiegazioni… comunque il fucile puntato verso la sua testa suggeriva che quelle spiegazioni non sarebbero state attese a lungo.

 

-         Caporale, ho bisogno di parlare urgentemente con il vostro comandante.

-         Cosa le dice che il nostro comandante voglia parlare con un perfetto sconosciuto?

-         I tre Mech ai miei ordini nel bosco e la cartella di documenti che ho accanto dicono che non vede l’ora.

 

Il comandante del blindato disse qualcosa dentro il suo com link e dopo pochi istanti, ricevuta evidentemente una risposta, prese il posto di guida sulla Jeep.

Dopo circa due minuti Yuri Grigorich era al cospetto del comandante della colonna, visibilmentee indaffarato a dare ordini per affrontare un possibile scontro tra due fuochi. L’Orfano non potè fare a meno di notare che sebbene non fosse stato perquisito era tenuto attentamente sotto tiro a scanso equivoci.

 

-         Sono il Tenente Hugo Jurkat, mi dicono che lei abbia un fortissimo desiderio di parlarmi. Beh, chiunque lei sia ha due minuti, come vede andiamo molto di fretta e non abbiamo il tempo di fermarci a prendere un the.

-         Sicuramente avrà sentito parlare di me come “L’Orfano”.

 

L’espressione sul volto del Tenente Jurkat suggerì che aveva già sentito quel nome.

 

-         Stia tranquillo tenente, per quanto mi piacerebbe sapere chi vi sta inseguendo e il perché, sono qui con intenzioni amichevoli…

 

Così dicendo, Yuri aprì la cartella che aveva portato con se, e ne estrasse un contenitore trasparente al cui interno era ben visibile un diario molto rovinato, tenuto evidentemente sottovuoto per preservarne le già precarie condizioni. Un solo sguardo al piccolo oggetto fu sufficiente per far brillare gli occhi di Jurkat.

 

-         Ma quello è… - L’emozione era evidente nella voce di Jukart - … quello è … -

-         Il diario di Viktor Von Vempt, tenente.

-         Ma… come può essere… quel diario è andato perso nella seconda battaglia di Cepinski?

-         Infatti. Poco prima della battaglia il Gotterdammerung dovette trasferire improvvisamente il suo campo per non entrare in contatto con un reparto del CPM che stava marciando proprio in quella direzione, e nella concitazione del momento il diario deve essere andato perso, per essere ritrovato da quello stesso reparto del CPM, l’Orizzonte Rosso. Quel reparto fece poi da scorta a Gustav Grigorich e da lui è arrivato fino a me. Ora credo che sia giunto il momento che questo diario torni al Gotterdammerung.

-         Immagino che ci sia un prezzo per questa… cortesia, ma credo proprio  che dovremo parlare di questo in un altro momento, sembra che abbia sopravvalutato il tempo a nostra disposizione…

 

Yuri Grigorich ebbe appena il tempo di vedere il Mech senza insegne sbucare dal nulla quando si sentì buttare a terra dal tenente Jurkat, giusto in tempo per non essere scaraventato a diversi metri di distanza dall’esplosione di un blindato centrato in pieno da un missile.

 

-         Ma porc… E non ho avuto nemmeno il tempo di offrirvi un passaggio sulla Greta Garbo.

-         Su cosa?

-         Quella! – disse indicando l’aeronave che puntava dritto su di loro.

 

Il sorriso di Yuri svanì rapidamente quando vide che da uno dei portelloni laterali della dropship due Mech stavano sparando verso il bosco… soprattutto perché uno dei due Mech era il SUO Mech personale. Il pensiero del brutto quarto d’ora che avrebbe passato il loro aggressore fu sostituito rapidamente da quello della terribile giornata che avrebbe avuto chi stava pilotando il SUO Mech se ci fosse stato un solo graffio sopra al termine di quella battaglia. Non che con la sua guida quel Mech fosse sempre uscito indenne dagli scontri, ma… diamine, era il SUO Mech… che cosa era passato per la testa di Zhukov! Ma soprattutto, chi diamine aveva messo al suo posto?

L’atterraggio tuttaltro che perfetto del Mech gli fece capire che se avesse voluto averne ancora uno con il suo nome scritto sopra avrebbe dovuto fare di tutto per sedersi al posto del pilota il prima possibile.

Raggiungere il Cyclop rosso fuoco si rivelò ben più difficile del previsto, dovendo evitare il gran volume di fuoco che gli uomini del Gotterdammerung stavano sprigionando sulle truppe nemiche che stavano sbucando da tutte le parti. Per poco non fu calpestato dal Kampfer su cui, molto più velocemente di lui, era salito il tenente Jurkat.

Arrivato vicino al Mech il pilota fece la prima cosa intelligente e fece salire Yuri sulla mano per poi portarla vicino alla cabina di pilotaggio. Yuri sentì che ormai mancava poco prima che del solido acciaio si frapponesse tra lui e le pallottole che saturavano tutta l’area.

Poi d’improvviso lo scoppio. Yuri fece appena in tempo a sentire il rivolo di sangue sulla sua fronte prima di perdere i sensi.


posted by: ilcorsaro at 22:04 | link | commenti
categories: racconti, orfano
martedì, 30 maggio 2006

VISITE  

Un paio di settimane fà mi ero fatto male facendo un tuffo plastico sulla spiaggia.

Dopo un paio di giorni sono cominciati i dolori e alla fine son dovuto andare al pronto soccorso.

Una bella lastra e via con un "al momento non si vede nulla ma le incrinature delle costole si vedono dopo un pò.. si faccia rivedere tra una settimana"

Oggi sono andato a farmi rivedere, una bella visitina (euro13.63) e... "si faccia una lastra tra una ventina di giorni e ritorni"

Comincio a pensare che alla fine avrò speso un patrimonio!!!


posted by: ilcorsaro at 18:27 | link | commenti (4)
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lunedì, 29 maggio 2006

LOST                 

Ok, ok, è passata una settimana dalla fine della prima serie di Lost in tv.

E allora? E' che ci ho messo una settimana per somatizzare.

Maledetti infami! Ma che è il modo di far finire una serie?

Uffa, adesso non vedo l'ora che arrivi la seconda serie!!!

Scherzi a parte, ci tenevo a sottolineare che era un pezzo che non vedevo una serie così coinvolgente. La maggior parte dei personaggi sono veramente coinvolgenti; I miei preferiti sono Hurley e Sawyer, entrambi con una storia alle spalle semplicemente fantastica.


posted by: ilcorsaro at 20:16 | link | commenti (4)
categories: telefilm
domenica, 28 maggio 2006

L'Era Glaciale 2            

L'altra sera sono andato a vedere l'Era Glaciale 2.

Devo dire che il primo mi aveva divertito molto di più, ma anche questo non è male.

Molte battute divertenti, personaggi simpaci (anche l'Opossum da 9 tonnellate), e scene memorabili.

Ma la parte migliore è la saga della ghianda (specie la parte con l'aquilotto) e la sua FANTASTICA conclusione.

Se volete passare una serata con quattro risate è decisamente consigliato.


posted by: ilcorsaro at 17:11 | link | commenti (2)
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FOTO        

Finalmente la foto nell'user Profile; per gentile concessione di Silvia.

 


posted by: ilcorsaro at 17:05 | link | commenti
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giovedì, 27 aprile 2006

Il ritorno del Corsaro

Ciao a tutti...

Sono passati più di tre mesi dal mio ultimo post, ma il mondo mi ha un pò travolto in questo periodo... soprattutto il lavoro ha avuto una parte predominante, ma anche il resto ci ha messo del suo.

Comunque domani mi scade il contratto di lavoro... chi sa se si ricorderanno di rinnovarmelo

Vedremo, nel frattempo mi sono ripromesso di fare almeno un aggiornamento del Blog a settimana.


posted by: ilcorsaro at 21:29 | link | commenti (6)
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martedì, 10 gennaio 2006

Letture    

Durante le vacanze di Natale sono riuscito a finire “L’abito di Piume” di Banana Yoshimoto. E’ un romanzo per certi versi adolescenziale, che affronta in modo semplice ma non banale un tema scottante come la depressione. E’ un percorso di guarigione che porta la protagonista (e non solo lei) a ritrovare la serenità. E’ il racconto di come a volte incontri casuali possano rivelarsi determinanti per la nostra vita, spesso senza nemmeno che ce se ne renda conto. A volte anche poche semplici parole dette da una persona alla fermata dell’autobus possono cambiare la nostra vita. A volte la guarigione di altre persone passa per la nostra.

Insomma un libro che nel suo piccolo mi ha scaldato un po’ il cuore e mi ha fatto un po’ riflettere.

Bello, non eccezionale, ma bello (130 pagine che infondo si lasciano leggere con facilità)

Spero che il libro che ho iniziato stasera (“Omicidio in Paradiso” di Bernard Werber) mi riservi qualche altra bella sorpresa.


posted by: ilcorsaro at 22:42 | link | commenti
categories: libri
lunedì, 09 gennaio 2006

Dagon a Ravenna...       

Era da tempo che volevo scrivere il resoconto del torneo di Cthulhu tenuto al circolo Quintet in quel di Novembre.

Finalmente oggi trovo il tempo per farlo.

Devo dire che ero molto in ansia. Sebbene fossi convinto di aver creato una bella avventura, non sapevo quanto questa fosse adatta ad un torneo, vuoi per la complessità della storia (non certo banale), vuoi perché l’avventura tende a privilegiare l’interpretazione rispetto ai classici parametri che possono essere utilizzati per valutare il rendimento di un giocatore.

Ma cominciamo dal principio. ^__^

L’avventura i “Principi di Dagon” si pone come capitolo conclusivo di una trilogia nata ormai due anni fa con “Il richiamo di Dagon” a cui fece seguito la meno gloriosa “Un nuovo richiamo”.

Come molti seguiti (anche cinematografici) “Un nuovo richiamo” non fu un grandissimo successo, e così decisi che il capitolo finale avrebbe dovuto ritornare li dove tutto era iniziato, a Raven City (curiosa quanto involontaria assonanza con Ravenna), giocando un po’ anche sui significati molteplici che la parola “Principi” poteva assumere (e se sperate che vi dica quale è quello giusto siete illusi. Giocate l’avventura se volete “provare” a saperlo, ma sappiate che vi costerà un po’ di sanità mentale).

L’avventura così come è ora risulta un po’ diversa da quella che portai alla Modcon. Metterla tutta nero su bianco per il Torneo sicuramente ha portato alla luce molti più particolari e possibilità, a rendere i personaggi più accattivanti e giocabili, ma anche a dare ai giocatori maggiore possibilità di capire la trama (che diviene più o meno chiara solo verso la fine).

In effetti lo scopo dell’avventura è proprio quello di spiazzare, di uscire dagli schemi classici di Cthulhu e di procurare un sano divertimento al Master nel vedere come i giocatori si dibattono nel tentativo disperato (quanto inutile ^___^) di capire cosa sta succedendo.

Ebbene… devo dire che sono soddisfatto di come è andato il torneo.

Ho visto giocare diversi gruppi e devo dire che l’interpretazione (motore dell’avventura) è stata in generale buona. Ci sono stati momenti assolutamente esilaranti, altri di vero terrore e in definitiva l’avventura ha tenuto bene la prova del campo.

Anche i master se la sono cavata bene nella complessità dell’avventura (sicuramente avergliela fatta provare due settimane prima è stato di aiuto), anche se devo dire è stato molto strano vedere altri portare e dirigere qualcosa scritto da me.

Comunque la cosa più importante è stata soprattutto aver portato il modo di giocare principalmente interpretativo in un ambiente non usuale, quello di un torneo e di giocatori che probabilmente non vi erano abituati, un esperimento sicuramente da ripetere.

Mi dispiace solo che il gruppo che ho gestito proprio io non sia andato benissimo, un po’ forse sono stato io stesso un po’ tirato con i voti (ma era la prima volta che ne davo), un po’ due dei giocatori si sono trovati un po’ troppo spiazzati dalla storia e non hanno quasi partecipato (peccato), influenzando anche il “rendimento” degli altri due componenti,

Credo che in futuro proverò nuovamente a cimentarmi con un’avventura per un torneo, di sicuro per un po’ mi sa che metterò Cthulhu da parte….

Vabbè dai, non ci crede nessuno!

Alla prossima avventura.

Dagon


posted by: ilcorsaro at 19:17 | link | commenti
categories: viaggi, gioco, cthulhu